<<Sui fondi per la non autosufficienza in Piemonte il quadro è purtroppo molto chiaro: 140 milioni del fondo nazionale, relativi alle annualità 2025 e 2026, sono in clamoroso ritardo e devono ancora essere ripartiti e da parte della Regione ci sono stati tamponi insufficienti e nessuno anticipo di fondi, a differenza di quello che è accaduto in tutte le altre regioni italiane.
La stessa Corte dei Conti, nel giudizio di parificazione di luglio ha sottolineato che la spesa sociale regionale è insufficiente e che così si spostano i problemi sui comuni e sui consorzi.
A farne le spese sono le 25.000 persone non autosufficienti in Piemonte che da mesi sanno che i loro assegni di cura sono a rischio, ma anche le famiglie e operatori sociali, vista la precarietà in cui si sono trovati a operare in questi mesi i consorzi socio-assistenziali.
Non sono opinioni o critiche esasperate: è tutto nero su bianco in documenti ufficiali, a partire dal piano nazionale non autosufficienza per il triennio 2025 – 2027, approvato dal Governo solo ad aprile del 2026, e dalle molte risposte a interrogazioni in Consiglio date in particolare dall’assessore Marrone negli ultimi mesi.
È gravissimo che la Regione Piemonte, scomodando l’avvocatura regionale, arrivi a mandare diffide ad Angelo Catanzaro, consigliere comunale del PD a Torino che accendeva nuovamente i riflettori su questa situazione.
Un modus operandi intimidatorio che abbiamo già visto nel 2025, quando alle nostre osservazioni sul malfunzionamento della piattaforma per ottenere il bonus Vesta l’assessore Marrone rispose dicendo che avrebbe querelato tutto il gruppo consiliare di AVS.
Metodi antidemocratici, sfoderati ad arte quando si toccano materie sensibili su cui i danni della destra sono ormai impossibili da nascondere>>.
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