Oggi abbiamo ricordato Moussa Balde, la cui morte a soli 22 anni nel CPR rappresenta una ferita vergognosa per questa città. Ogni anno sono sempre di più le persone che si raccolgono in memoria di Moussa, anche grazie all’iniziativa della Rete Torinese contro i CPR e delle reti militanti, che si sono strette intorno ai suoi famigliari, che tengono viva la sua memoria e che continuano a denunciare l’aberrazione dei CPR.
Le motivazioni appena pubblicate della sentenza sul suicidio di Moussa, per cui è stata condannata l’allora direttrice del centro di corso Brunelleschi, mettono nero su bianco tutta la cattiveria del percorso disumanizzante che l’Italia riserva alle persone straniere irregolarizzate per legge, di cui il CPR è la punta dell’iceberg. Balde era partito in cerca di un futuro migliore ma si è impiccato giovanissimo nel CPR, dopo essere stato vittima di un pestaggio razzista a Ventimiglia. Leggere la sua storia tramite le testimonianze dei suoi famigliari è straziante, tanto più se messe a paragone con la fredda burocrazia del CPR, quella che l’ha portato prima in insolamento e poi alla disperazione.
Nei nostri numerosi accessi al CPR continuiamo a riscontrare la stessa totale inumanità di quel luogo, in cui gli atti anticonservativi si susseguono senza sosta per la disperazione causata dalle condizioni di detenzione. I CPR sono istituzioni crudeli e xenofobe, violano ogni principio di umanità e di legalità e vanno chiusi immediatamente.
Come ogni 23 maggio, il nostro abbraccio va a Thierno Balde e a tutta la sua famiglia.
Alice Ravinale, capogruppo AVS Consiglio Regionale Piemonte
Sara Diena, capogruppo SE Comune Torino
Puoi passare a trovarci! Siamo in Piazza Moncenisio 3, a Torino. Per sapere quando siamo apert3: