<<Come succede ormai da molti anni, Stellantis racconta un mondo di produzioni e investimenti che sempilicemente non esistono più. Nella realtà dei lavoratori e lavoratrici di Stellantis e dell’indotto nulla si muove e anzi peggiora, perché mentre le produzioni si spostano altrove, quella della 500 ibrida, agitata come panacea di tutti i mali, sta calando del 25% nel momento più importante dell’anno e lo fa nel deserto di linee produttive che occupano gli infiniti spazi Mirafiori. Non c’è un piano di produzione, non c’è nessuna assunzione stabile. Non si sa nemmeno quale sarà la sorte degli oltre 600 lavoratori interinali assunti a Torino, i primi dei quali in scadenza a luglio. Anche le promesse sul green Campus, per ora disattese, e sul polo ingegneristico a Mirafiori sono preoccupanti, perché così si porta a morire l’indotto, a cui Stellantis in questi anni ha infatti unicamente proposto di spostarsi altrove, come in Algeria, dove Stellantis sta spostando le produzioni. Ai voli pindarici dell’AD di Stellantis ormai credono solo, purtroppo, le istituzioni che dovrebbero invece far valere la propria voce, Governo e Regione, e lavorare su prospettive di reindustrializzazione che consentano la salvaguardia di occupazione e imprese. Tutto resta invece incredibilmente fermo, anche il Consiglio Regionale aperto è rinviato a data da destinarsi. Torneremo a chiedere alla Giunta con interrogazioni in Consiglio cosa intenda fare per salvare quello che è stato il motore economico di questa Regione ed evitare un impoverimento irreversibile>> dichiara la capogruppo AVS in Consiglio Regionale Alice Ravinale.
<<Non possiamo accettare le dichiarazioni di oggi fatte dall’AD Filosa che confermano quanto abbiamo denunciato in questi anni: in assenza di investimenti, si arriverà allo spegnimento di Mirafiori. E ancora una volta non sono state ascoltate le richieste dei sindacati a partire da quelle sulla necessità di maggior produzione e di una seconda linea per lo stabilimento torinese.
Quella a cui abbiamo assistito è l’ennesima dimostrazione del fatto che il futuro di Mirafiori e dell’indotto non interessa agli Elkann che continuano a investire di più in buoni uscita che in lavoro. E’ necessario continuare con la mobilitazione a partire delle istituzioni locali: da parte nostra continueremo a chiedere che il Comune venga coinvolto nei tavoli promessi da Regione e dal Ministero>> dichiarano la capogruppo Sara Diena e il consigliere comunale Emanuele Busconi
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