«La vita serale e notturna di una città non è un’anomalia da correggere, ma una parte importante del tessuto cittadino, fatta di cultura, musica, socialità, lavoro, impresa, aggregazione. Rappresenta anche uno spazio di libertà e di incontro per le generazioni più giovani e non solo.
Per questo, benchè sia chiara e nota da tempo la necessità di trovare un contemperamento con il diritto al riposo, pensiamo sia un errore costringere la città a ridurre progressivamente gli spazi della sera e della notte, restringere le attività, moltiplicare i divieti e trattare chi vive la città dopo una certa ora come un problema di ordine pubblico.
La città deve proseguire sulla strada del dialogo e della ricerca di soluzioni condivise, capaci di garantire il diritto al riposo dei residenti, senza sacrificare il diritto all’incontro, allo svago e alla partecipazione a momenti culturali e artistici dei tanti giovani che animano la città. Serve un passo avanti attraverso l’adozione di nuove e concrete politiche della notte, che sappiano trovare un equilibrio tra queste diverse esigenze e valorizzare la vita della città in tutte le sue dimensioni.
Politiche capaci di riconoscere che convivere in una città significa comporre interessi e bisogni diversi, non cancellarne alcuni per soddisfarne altri. Tutelare il riposo dei residenti è un dovere, ma lo è altrettanto costruire le condizioni perché le attività culturali, ricreative e commerciali possano continuare a vivere.
In questo quadro, riteniamo che il ricorso a chiusure temporanee degli esercizi, anche solo per alcuni giorni, non possa rappresentare una soluzione. Così come destano perplessità limitazioni orarie serali particolarmente restrittive (in alcuni casi persino a partire dalle 22) che arrivano a incidere anche sulle attività svolte all’interno dei locali. Misure che rischiano di colpire gli esercizi commerciali, senza intervenire sulle reali cause dei fenomeni di disturbo e senza distinguere tra situazioni molto diverse, come i grandi assembramenti all’esterno e le normali attività di un locale.
Torino – per ragioni diverse – ha già perso tanto per quanto riguarda la vita notturna: dai Murazzi e i Docks Dora al Valentino a San Salvario. Ora occorre un cambio di approccio che accanto all’ascolto dei residenti, si ponga anche all’ascolto dei gestori delle attività e degli organizzatori di iniziative ed eventi culturali, con una visione capace di governare la complessità e che non si limiti a contenere le attività notturne, cosa che peraltro sortisce unicamente l’effetto di modificarne la geografia.
Pensiamo sarebbe uno sbaglio accettare che una sentenza, seppur importante e da rispettare, diventi il pretesto per una progressiva espulsione della vita serale e notturna da alcuni quartieri della città. Le multe e le limitazioni a cui stiamo assistendo in questi giorni ci preoccupano, perché non rappresentano, a nostro avviso, una risposta capace di condurre al cambiamento culturale di cui una grande città universitaria ha bisogno».
La città non rinvii ancora: occorre un percorso che riconosca la cultura della notte e le sue molteplici attività, per programmare politiche innovative e adottare finalmente strumenti di governo della notte.
Puoi passare a trovarci! Siamo in Piazza Moncenisio 3, a Torino. Per sapere quando siamo apert3: